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Montessori al Gran Festival del Cinema di Venezia

di Andrei Yaromenka, Chiara De Vincentis, Francesca Occhipinti


Introduzione

Tra ottobre e dicembre del 2020 siamo stati coinvolti, dalla società di produzione cinematografica “Akifilm srl” in collaborazione con l’Associazione culturale Maria Montessori, alla realizzazione di un progetto audiovisivo: Il Montessori PRESENTA LA SCUOLA, condotto da Esmeralda Calabria regista, produttrice di documentari e montatrice di film come “Biùtiful cauntri”, “Fuori dal Mondo”, “Romanzo criminale”, “Favolacce”. E vincitrice di numerosi premi, 3 David di Donatello, 2 nastri d'argento, oltre che docente del master di Drammaturgia presso l’Accademia Nazionale Silvio D'Amico. Il progetto dell’audiovisivo era inserito in un PCTO coordinato dalle professoresse Sveva Calabria, Maria Paola La Rosa e Emilia Sanci.

Inizialmente ciò che ci ha spinti ad iscriverci è stata la curiosità, o la voglia di condividere un'esperienza con un amico oppure, per coloro che avevano qualche esperienza in materia, il desiderio di approfondirla.

Però il tutto si è poi tramutato in un’esperienza formativa molto affascinante, che ci ha anche dato la possibilità di presentare uno dei documentari realizzati, “La nostra malinconia. Diario di una DAD”, nella sezione dedicata alle scuole, “Ad Occhi Aperti: il Cinema va a scuola”, della 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2021.

L’evento si è svolto nella “Sala della Laguna” al Lido di Venezia organizzato da Isola Edipo e Anac- Associazione Nazionale Autori Cinematografici, in collaborazione con “Akifilm” e Alveare Cinema con l’obiettivo di potenziare l’offerta formativa della scuola italiana con un percorso didattico dedicato al Cinema e di valorizzare Il Piano Nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero della Cultura.



Vi raccontiamo il nostro lavoro.


Prima fase: riunione e riflessione sul progetto, scelta del tema

Il progetto era nato per produrre un breve video di presentazione dell’istituto Maria Montessori ai ragazzi delle terze medie durante le giornate di orientamento. La situazione emergenziale che stavamo vivendo ci ha fatto cambiare obiettivo. I mesi duri e pesanti trascorsi in lockdown non potevano non lasciare un segno indelebile nelle vite di tutti noi, quindi abbiamo voluto raccontare la “Nuova" scuola, la scuola in cui abbiamo vissuto per oltre un anno, più fredda e distante dalle vite di noi ragazzi.


Seconda fase: la scrittura individuale

Sono stati costituiti sei gruppi di lavoro, ognuno con un team leader, che hanno coinvolto 40 studenti. In questa fase abbiamo iniziato a scrivere. Ognuno dei partecipanti del progetto ha ricevuto delle domande specifiche: “Come hai vissuto il momento senza la scuola?”, “Come è cambiato il rapporto con la scuola?”, “E’ diventato il tuo punto di riferimento?”, “Cosa vorresti che accadesse? I lati positivi e negativi”. La scrittura ci ha permesso di scavare dentro noi stessi e di tirare fuori le nostre emozioni.


Terza fase: riunione e riflessione sul progetto, scelta del tema

Quello che avevamo scritto, lo abbiamo inserito nelle inquadrature e autointerviste realizzate tutte in modo autonomo e spontaneo utilizzando quello che abbiamo sempre accanto, cioè i nostri telefonini, che sono dispositivi molto sottovalutati nel ambito del film making. Ognuno ha ripreso se stesso fermo, fisso davanti all'obiettivo della fotocamera e le scene quotidiane della propria routine domestica. Abbiamo ripreso anche i corridoi lunghi e le aule vuote della nostra scuola. Tutto ciò che ci poteva aiutare per poter arricchire il documentario definitivo. Dopo aver fatto il materiale necessario per produrre il documentario, i ragazzi hanno passato i filmati ai montatori scelti tra coloro che avevano un minimo di esperienza e da lì è iniziata la fase del montaggio.


Quarta fase: il montaggio (esperienza personale di Andrei)

Oltre ad essere uno dei team-leader, sono stato scelto come uno dei sei che era in grado di montare. Il rapporto con i miei compagni si è sviluppato velocemente, abbiamo trovato subito un linguaggio comune nel lavoro, loro mi mandavano le clip e che io modificavo. Condividevamo le scelte su cosa si poteva riprodurre, dove girare, cosa aggiungere e cosa rimuovere. Durante il montaggio, quando ho analizzato in dettaglio il materiale di ogni partecipante del mio gruppo, sono riuscito ad entrare in sintonia con i loro pensieri, guardando nei loro occhi sinceri e stanchi di tutto ciò che stava accadendo intorno. Percepivo sempre di più quanto ciascuno metteva della sua anima e quanto ciascuno era in grado di trasmettere proprio quelle emozioni che da tempo erano nascoste e che sono state liberate. Congiungere le storie completamente individuali di personalità diverse e alla fine ottenere lo stesso significato del argomento comune, mi ha eccitato molto.


Venezia

Terminato il progetto non avremmo mai pensato che il cortometraggio fatto dalla nostra squadra potesse essere scelto e proiettato nella sala Laguna al Lido di Venezia! Eppure, dopo circa un anno, scoprirlo è stata una grande notizia per tutti.

Non appena ci siamo ripresi dallo stupore, abbiamo iniziato i preparativi per la partenza che non sono stati privi di difficoltà visto il pochissimo preavviso. Tuttavia arrivati a Venezia le nostre fatiche sono state ripagate dal grande successo e dalla soddisfazione provata.

Non si è trattato solo ed unicamente di un’esperienza culturale e scolastica ma anche di un’esperienza di vita importante e appassionante. Abbiamo avuto modo di visitare la città, rivedere degli amici e osservare opere d’arte nei musei più belli.

Il giorno del festival, il 5 settembre, abbiamo avuto accesso alla sala della presentazione. Davanti è stato steso un piccolo tappeto rosso, sul quale passavano gli attori dei film in uscita. Lì abbiamo conosciuto Francesca, ragazza che ha partecipato in uno degli altri film presentati, che pur studiando alla Montessori aveva partecipato al progetto di un’altra scuola.

Quando siamo entrati dentro, sembrava di essere all’interno di una sala cinematografica. C'era un grande schermo, delle comodissime poltrone in pelle, reperti della cinematografia del secolo scorso e, cosa più importante, erano presenti molti registi di successo. Ognuno, durante la giornata, ha avuto la possibilità di dire la sua: insegnanti, giuria, organizzatori del festival, registi e, naturalmente, noi ragazzi. Si è discusso dei grandi preparativi, dell’impegno sociale che ha motivato i vari progetti e dei giorni trascorsi nel realizzarli. I film presentati sono stati tre: quando è venuto il nostro turno di prendere il microfono e di presentare il documentario, tutto il pubblico era lì a sentirci. Gli occhi lucidi, gli sguardi pensosi e le teste che annuivano ogni volta aumentavano la nostra autostima e la fiducia nelle parole pronunciate. Grazie all'atteggiamento e alla passione della sala siamo riusciti ad esprimerci al meglio e spiegare tutti gli aspetti del lavoro svolto. Dopo la proiezione del film, ci hanno applaudito a lungo e alcuni registi si sono avvicinati a noi per esprimerci complimenti e lodi. Dalle parole che poi ci ha detto Esmeralda Calabria qualcuno in sala si è commosso guardando il nostro video.

Alla fine noi vorremmo che tali progetti non si esaurissero. Speriamo che nel futuro la scuola ci regali delle nuove opportunità perché creare, elaborare e riflettere è ciò che ci serve per dire la nostra.



Francesca ha voluto aggiungere le sue emozioni sulla sua esperienza di viaggio al Festival Venezia:


“Il viaggio sul traghetto da Venezia al Lido mi sembrò interminabile, ero una molla chiusa in una scatola che sembrava non volersi aprire. Quando arrivammo al Lido la professoressa Sveva Calabria mi presentò i due compagni di scuola, Chiara e Andrei. Siamo entrati subito in sintonia e ci trovammo a parlare, oltre che dei giorni passati a Venezia, della nostra esperienza a scuola. Mi sentì strana mentre parlavamo, percependo che, nonostante ci trovassimo dall’altra parte d’Italia, la scuola era, in un certo senso, lì con me. Realizzai che quella che sono diventata è tale anche grazie ai miei professori, anche se non riuscirò mai a ringraziarli direttamente. Quando entrammo nella sala della proiezione, la tensione, che era sparita mentre parlavo con i miei compagni, riaffiorò progressivamente. Una volta finiti gli interventi introduttivi ci hanno chiamati, a tutti i ragazzi dei tre progetti. Tremavo forse perché ancora non credevo a quello che stava succedendo, ero a Venezia con il mio primo film da autrice ed interprete, follia pura. Per primo è stato trasmesso il video della scuola veneziana e per secondo quello del Montessori. Fui felicissima per Chiara e Andrei, quasi come se avessi partecipato anch’io al progetto. Le loro parole di presentazione del progetto mi incuriosirono ancora di più ed i minuti di attesa sembravano d’intralcio alla visione del video. Quando lo proiettarono ricordo che torturai l’amica seduta vicino a me con commenti del tipo: “Questa è via Casperia”, “Questo è il corridoio del secondo piano” o cose del genere. Vedere la mia scuola mi aveva creato una sensazione di gioia che non riuscirei a descrivere. Una volta finito il video mi sono complimentata, sottovoce, con Chiara e Andrei: erano davanti a me, quindi non fu difficile dirglielo. Toccò quindi al mio film: vedermi sul maxischermo fu strano, provai un miscuglio tra fierezza, felicità, euforia e, ammetto, anche imbarazzo. Ero io quella! E quelle erano le parole che avevo scritto io! Ormai le sapevo a memoria… Tornata a Roma mi resi conto che quei tre giorni a Venezia mi avevano cambiata, come ancora non lo so e chissà quando effettivamente lo scoprirò.”


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