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Reductio ad unum

di Riccardo Rizzo - 5B Liceo Scientifico - opz. Scienze Applicate



“La lettura del poema dantesco va effettuata attraverso il preciso sguardo e la specifica valutazione quantitativa dei matematici e mediante gli strumenti di analisi spaziale dello studioso di geometria”, così è iniziata la presentazione, durante il web-seminar del 19 maggio 2021, del progetto Reductio ad Unum del 3B SAP.


Ma andiamo con ordine.


In queste settimane si sono conclusi i progetti di matematica e realtà di quest’anno. Della nostra scuola hanno partecipato alla gara, come ogni anno, molte classi, portando dei lavori semplicemente incredibili.

In particolare, vorrei soffermarmi su un gruppo della classe 3 BSAP che aveva come tutor la professoressa Schio e la professoressa Cipolla, le quali hanno guidato lə ragazzə nella realizzazione di un lavoro piuttosto ambizioso: analizzare alcuni versi della Divina Commedia da un punto di vista matematico, cercando di risolvere i problemi implicitamente posti da Dante.

Il primo punto che viene analizzato è la “successione numerica ed i numeri triangolari”. Le ragazze hanno preso infatti tre canti, rispettivamente dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, ed hanno dimostrato come, eseguendo vari calcoli, si torna sempre al numero 1 che rappresenta DIO. Spiegano poi il concetto di numeri triangolari e di quanto siano importanti all’interno dell’opera. Prima, però, è importante capire di che si parla quando abbiamo a che fare con questi numeri. Un numero triangolare è un numero poligonale rappresentabile in forma di triangolo. Per farla semplice, se si prende un insieme di numeri pari al numero in oggetto, è possibile disporre i suoi elementi in modo tale un triangolo. Nella presentazione veniva poi mostrato il modello matematico con il quale si ricavano i numeri matematici.


Successivamente hanno parlato del gioco della zara, un gioco d’azzardo con i dadi molto diffuso durante il Medioevo. Il gioco consiste nel lanciare a turno tre dadi; e prima che i dadi rivelassero il proprio numero i giocatori dovevano pronunciare il numero che secondo loro sarebbe risultato come somma dei tre numeri rivelati dai dadi. Dante ne parla in particolare nel Purgatorio, nel Canto VI. Le ragazze hanno eseguito quindi un calcolo delle probabilità prima con un solo lancio, poi con tre, andando ad analizzare e commentare i risultati ottenuti.


Infine, per chiudere l’ottima presentazione, il gruppo ha parlato del triangolo rettangolo inscritto nella circonferenza. Dante ne parla nel Paradiso, nel Canto XIII, quando vengono elencati i quattro problemi insolubili per la mente umana, tra i quali, appunto, quello di inscrivere un triangolo rettangolo all’interno di una circonferenza. Grazie ad una dimostrazione su GeoGebra, però, hanno dimostrato di come sia effettivamente possibile, in quanto la somma degli angoli nel semicerchio risulta, con una serie di calcoli, sempre 180.


Al gruppo formato, in ordine, da Mattia Ambrosio, Leonardo Brussani, Alessia Buzzi, Gabriela Ciuica, Chiara Grottola, Flavia Trivelloni ho potuto rivolgere qualche domanda, soprattutto per capire che cosa avesse significato per loro questa esperienza.

Le ragazze si sono dette molto soddisfatte di questo percorso, di aver lavorato in un gruppo che ha saputo collaborare e confrontarsi su ogni cosa, di essersi impegnate seriamente ma di essersi anche molto divertite. Sono ansiose di conoscere il risultato finale e già pensano di proseguire l’anno prossimo con nuove sfide e nuove idee.

Si sono dette anche stupite di come sono riuscite a sviluppare la parte grafica, perché ha saputo rappresentare a pieno la relazione tra la matematica e l’ italiano molto complessa da spiegare.


È forse è proprio questa la cosa più originale e dunque apprezzabile del progetto: la capacità di unire in un discorso fluido e dinamico due argomenti apparentemente opposti, come la Divina Commedia e i problemi che gravitano nell’orbita specificatamente geometrico- matematica.


L’esposizione risultata quindi, nonostante la complessità, lineare e chiara da comprendere è stata molto elogiata dai Professori dell’Università di Perugia che presiedono a questo progetto.


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