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Dalí: tra realtà e sogno

  • Redazione
  • 27 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

di Emilia Sanci

membro Consiglio Direttivo AC Scuola Montessori APS 

docente di Diritto ed Economia presso il Liceo Statale "Maria Montessori"


Visitare la mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione” è come fare un viaggio al confine tra concretezza e immaginazione, tra realtà e sogni. Varcando l’ingresso di Palazzo Cipolla, nel cuore di Roma, si entra in un mondo parallelo, fatto di immagini inattese e idee sorprendenti che sembrano uscire direttamente dalla mente dell’artista più visionario ed eccentrico del secolo scorso.


Il percorso espositivo, con oltre sessanta opere, tra dipinti, disegni, fotografie e materiali multimediali, è il racconto di un artista che ha saputo essere rivoluzionario senza mai dimenticare il passato. 

Emerge, in modo evidente, il profondo legame di Dalí con pittori come Raffaello, Vermeer e Velázquez: li studia, li cita, li omaggia, eppure, da questa ammirazione per la tradizione si discosta, con il suo stile audace e sperimentale, che lo rende uno dei protagonisti assoluti del Surrealismo.

Le immagini di Dalí colpiscono per la loro stranezza, ma anche per la loro precisione. I paesaggi sembrano reali, i dettagli sono curatissimi, e proprio per questo le scene arricchite da elementi “onirici” colpiscono lo spettatore in modo ancora più profondo. Gli orologi che si sciolgono, ad esempio, ci parlano di un tempo irreale, elastico, personale, più simile ai sogni, dove tutto può trasformarsi.


Ma Dalí non è solo pittore, ma anche pensatore e un personaggio pubblico provocatore. Celebri le sue performance artistiche, come ad esempio la passeggiata per le strade di Parigi con un formichiere gigante al guinzaglio: una vera e propria opera d’arte vivente, un atto surrealista nella vita reale, pensato per sorprendere e rompere gli schemi.


Ma oltre alla provocazione c’è di più! 


Nelle sue parole e nei suoi scritti, a cui la mostra dedica ampio spazio, emerge la convinzione che l’arte non possa fare a meno dello studio e della disciplina. Dietro l’apparente follia delle sue opere si nasconde una mente lucidissima, curiosa, sempre pronta a esplorare nuovi linguaggi, dal cinema al teatro, dalla pittura alla comunicazione, sempre con la medesima cura e attenzione. 


La mostra riesce a restituire proprio questa complessità: Dalí come artista geniale, ma anche come uomo del suo tempo, capace di rompere le regole e allo stesso tempo di rispettarle profondamente. 


Ed è forse questo il messaggio che la mostra lascia al visitatore: che, anche nella realtà più ordinaria, c’è sempre spazio per lo stupore.


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