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MIXED BY ERRY due sguardi sul film

di Francesco Borraccino e Prasanth Gioia

3C Liceo Scientifico - opz. Scienze Applicate


Nel programma del Cineforum Cinemandiamo è stata inserita anche la proiezione di MIXED BY ERRY, un film del 2023 diretto da Sydney Sibilia. Presentiamo, come recensione, il commento di due degli spettatori, studenti della 3 C Sap.




Prasanth Gioia


Il film è ambientato tra gli anni ‘70 e ’90 del secolo scorso, quando le musicassette erano molto richieste dal mercato ed erano l’unico modo per ascoltare delle selezioni musicali che incontravano gusti personali. La storia si svolge prevalentemente a Napoli, precisamente nel quartiere Forcella, una delle zone centrali della città, in cui è denso il traffico della popolazione, sia locale sia dei turisti. Qui vivono i fratelli Enrico, Peppe e Angelo Frattasio, con il padre, Pasquale che vende tè spacciandolo per whisky. Possiamo così dire che l’attività del contrabbando è già presente nella famiglia. Enrico ha una autentica passione per la musica che coltiva mixando compilation su audiocassetta che realizza usando registratori del negozio in cui lavora.

Il negozio però chiude ed Enrico perde il lavoro, per cui decide di trasformare la sua passione in un lavoro vero e proprio. All’inizio si limita a realizzare musicassette per gli abitanti del quartiere poi decide, insieme al fratello Peppe, di chiedere un prestito a un boss locale per acquistare audio registratori più potenti. Il fratello Angelo si trova in prigione e questo gli consente di agganciare relazioni con la malavita napoletana. La società Mixed By Erry, fondata dai tre fratelli, ha un successo insperato e loro diventano ricchi e famosi. Il capitano della guardia di finanza Ricciardi decide di indagare in modo approfondito sulle attività dei fratelli Frattasio. Si inserisce a questo punto un quarto personaggio, estraneo al gruppo familiare, Arturo Barambani, manager di una industria che produce dischi che, a seguito del giro d’affari realizzati dai fratelli Frattasio, riesce a stipulare un importante contratto con loro. La scena si sposta al festival di Sanremo del 1991, dove Ricciardi segue Enrico, sperando di scoprire la talpa che gli fornisce i brani musicali concorrenti. Qui si inserisce la reazione delle case discografiche allarmate per la concorrenza illegale dei fratelli Frattasio. Barambani propone ai fratelli di chiudere l’attività e di vivere di rendita tenendo conto di essere coinvolto in un’azione giudiziaria. Di fronte al rifiuto dei Frattasio, Baraboni li denuncia al commissario Ricciardi, il quale li arresta e gli confisca i loro beni. I Frattasio finirono in prigione e vengono a sapere che il denaro è nascosto in un luogo segreto, ma a questa notizia consolante, se ne aggiunse un’altra, ci sarà la conversione della moneta dalle lire all’euro per cui il capitale da recuperare diviene esiguo e difficile da cambiare. All’uscita di prigione i tre trovarono dei lavori umili e abbandonarono ogni progetto di fondare imprese.

Questo film è una storia vera che è stata raccontata anche in un libro che narra l’avventura incredibile di Enrico Frattasio, oggi sessantenne, e dei suoi fratelli. Il film racconta sostanzialmente la verità, in maniera romanzata, alterando alcuni particolari. 

Questo ragazzo, Enrico, amava la musica e ha fatto della sua passione un business in un’epoca in cui non esisteva la legge contro la pirateria. Vivevano in un quartiere, Forcella, dove la droga era la merce abituale per cui, in fondo, è una storia di passione e di coraggio, in qualche modo d’ingegno tutto napoletano. Come dice oggi Enrico Frattasio: “solo se nasci in quartiere come Forcella puoi davvero capire cosa vuol dire…”

La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la loro capacità di saper trasformare una passione in un’attività commerciale e cambiare anche se per poco tempo, la loro vita. Forse io al posto loro avrei interrotto l’attività al massimo del successo. Mi sarei fermato. Ma chissà?...


Francesco Borraccino


Il film “Mixed by Erry” è ambientato a Napoli negli anni ’80 e il protagonista ha un sogno: diventare un deejay di fama internazionale. Questo desiderio però si scontra con la realtà: Enrico, detto Erry, non solo è napoletano ma per giunta di Forcella e non ha le stesse possibilità di chi viene dai quartieri “bene”. Il film però, sin da subito, dà l’idea che Erry e i suoi fratelli ce l’avrebbero fatta: anche se certo per vie illegali, riescono comunque a compiere un’impresa da moderni Robin Hood. 

La visione ha lasciato in me una scintilla positiva, perché è stato facile immedesimarsi in un giovane con un sogno divenuto grande. Certo è difficile capire fino in fondo alcune dinamiche sociali che vengono rappresentate nella pellicola: qual è il confine tra legale e non?


Questo film ha dalla sua il vantaggio di permettere a tutti di entrare dentro la storia: i colori, le musiche, la scelta dei costumi, è come essere catapultati nella Napoli di Maradona. La vicenda di Enrico insegna a rincorrere le proprie aspirazioni, ma anche a essere “furbi” perché il mondo è governato da leggi che non a tutti è lecito comprendere. Il fatto che sia un prodotto visibile sulla piattaforma Netflix ha aiutato a far conoscere una storia di riscatto sociale: certo Enrico i i suoi fratelli hanno agito per vie illegali, ma il mondo “pulito” della discografia ha voluto comunque approfittarne però la dignità del suo sogno è stata più forte di tutto, del resto voleva fare il deejay!




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