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Digital divide e pandemia: i giovani...una risorsa irrinunciabile!

di Maurizio Sapienza

Informatici Senza Frontiere


"In questo periodo di isolamento forzato provo infinita gratitudine per gli insegnanti di telematica che con perizia, professionalità e ... pazienza mi hanno consentito di far entrare virtualmente il Mondo in casa mia! Con la speranza di poterci incontrare presto vi saluto con affetto e ancora grazie infinite👏👏👏". Basta un messaggio WhatsApp come questo per essere ricompensati dell'impegno speso per organizzare, preparare e tenere i corsi che definiamo di "alfabetizzazione informatica", corsi destinati alle persone che più hanno difficoltà ad utilizzare Computer, Smartphone, Internet: persone anziane, persone con difficoltà di apprendimento, migranti, … Purtroppo nella nostra società non saper utilizzare questo tipo di strumenti diventa sempre più emarginante. La veloce diffusione ed evoluzione dei servizi on-line, se da una parte ha consentito risparmi di tempo ed energia, dall'altra ha reso necessaria la conoscenza di strumenti che per una persona nata prima dell'avvento della televisione può essere tutt'altro che banale.


Drammatica è stata ultimamente l'esperienza della pandemia, durante la quale per molte persone anziane la possibilità di una videochiamata è stata l'unica alternativa ad un totale isolamento.


Informatici Senza Frontiere APS è una associazione senza fine di lucro che sin dalla sua fondazione si è prefissa l'obiettivo di combattere il cosiddetto Digital Divide, ovvero quella barriera che isola una gran quantità di persone dall'accesso alle nuove tecnologie e di conseguenza ad un numero sempre maggiore di servizi e di possibilità di comunicare. Ricercare una località sullo smartphone, accedere con lo Spid ai servizi del comune, avviare una videochat, per una persona anziana può essere un'esperienza disorientante e frustrante che porta subito ad abbandonare ogni tentativo di riuscire nell'impresa. Per questa ragione da anni ISF organizza corsi di formazione presso associazioni e centri anziani in cui si spiegano i principi di funzionamento dei moderni dispositivi elettronici e l'uso che se ne può fare nelle attività quotidiane.


Ma per riuscire nell'intento, più che una classica lezione frontale in cui si comunicano informazioni e concetti, serve una paziente attività di affiancamento e tutoraggio. In questi casi la modalità più efficace di insegnare è quella di sedersi accanto ad una persona e guidarla nell'uso dello strumento, ripetendo i concetti non chiari o semplicemente indicando modi e "scorciatoie" per ottenere un risultato, in modo che ciascuno trovi ed apprenda la maniera più adatta per fare le operazioni che interessano.


Questo approccio rispetto alla lezione tradizionale se da una parte si è dimostrato estremamente più efficace, richiede però di disporre di un numero di "insegnanti" (o meglio, tutor) dieci volte superiore. Dove reclutare un così grande numero di persone, competenti e in grado di guidare un anziano ad apprendere le basi per l'uso di uno smartphone o un Personal Computer? In effetti, un grande numero di persone che non ha nessuna difficoltà ad usare questo tipo di strumenti, essendo nata insieme con loro, sono i giovani, i cosiddetti millennial. Da questa considerazione è quindi nata l'idea di ingaggiare dei giovani studenti di un liceo per addestrarli e impegnarli come tutor nei corsi che ISF svolge presso vari centri anziani. È iniziata così una proficua collaborazione tra ISF e il Liceo Maria Montessori di Roma.



L'impostazione di base è stata quella di fare in modo che questa esperienza non si limitasse ad organizzare un corso per anziani nei locali della scuola, come fosse un'estensione ad un pubblico più vasto delle attività scolastiche, ma costituisse una vera esperienza di lavoro per i ragazzi, dando loro l'opportunità di sperimentare che cosa vuol dire impegnarsi in un obiettivo, rispettare rigidamente orari e programmi di lavoro, rispondere dei risultati raggiunti fuori dal consueto ambiente scolastico.


L'esperienza poteva quindi rientrare tra quelle di Alternanza Scuola Lavoro – o secondo la definizione più recente, PCTO.


I volontari ISF, professionisti nel campo dell'informatica, e i professori del Liceo hanno quindi messo a punto un programma di formazione per preparare i ragazzi al nuovo compito, spiegando loro come approcciare l'insegnamento rivolto ad una persona anziana, quali difficoltà avrebbero potuto incontrare, nonché i necessari principi di sicurezza sul lavoro e l'insieme di regole a cui avrebbero dovuto sottostare affinché la loro esperienza potesse essere considerata valida anche ai fini dell'ottenimento di crediti formativi.


Dopodiché … sul campo! "Presentatevi, e ascoltate", "rispondete alle loro domande e non date niente per scontato", "se a una domanda non sapete rispondere, cercate insieme una soluzione, perché questo fa parte dell'insegnamento", "umiltà e autorevolezza!" … sono alcune delle tante indicazioni che i ragazzi hanno diligentemente messo in pratica con grande impegno e con grande successo.


L'esperienza ha messo in grado i ragazzi di capire che cosa vuol dire ascoltare, spiegare, sforzarsi di farsi comprendere, comunicare con il giusto linguaggio, trovare la strada migliore per spiegare un concetto, trarsi di impaccio nelle situazioni difficili, … tutte cose impossibili da spiegare in teoria (le cosiddette Soft Skill difficilmente si possono comprendere se non sperimentandole direttamente).


Per gli anziani è stata una esperienza estremamente gratificante, perché, ad un insegnamento personalizzato e alla soddisfazione di apprendere, hanno associato il piacere di un rapporto con i giovani che è una cosa di cui, in una società che tende a separare e a non favorire il contatto intergenerazionale, sentono spesso il bisogno. Al rapporto insegnante-allievo si infatti è subito affiancato quello di nonno-nipote.



Alcuni numeri: nei due anni scolastici dal 2018 al 2020 sono stati impegnati circa 70 ragazzi che hanno seguito circa altrettanti anziani, presso tre Centri Anziani di Roma. L'esperienza di ciascun ragazzo è consistita in circa 15 ore di formazione e 30 di tutoring.


Purtroppo a marzo 2020 la pandemia, con le note conseguenti restrizioni a tutte le attività che comportano assembramenti, ha bruscamente interrotto questa esperienza che si spera di poter riprendere appena le condizioni generali lo consentiranno.


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