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EDITORIALE

di la Redazione



Scriviamo mentre le ragazze e i ragazzi di tutte le scuole superiori sono alle prese con le ultime fasi dell’esame di Stato. A loro vanno le nostre congratulazioni per la chiusura di un percorso importante per la loro crescita e gli auguri per il loro futuro.

Siamo, dunque, ai saluti, preludio di un meritato riposo, che possa rigenerare le energie in vista dei nuovi, futuri, impegni. I saluti che, invece, speriamo di non dover fare sono quelli al Liceo delle scienze umane, opzione economico sociale, l’indirizzo di studi che raccoglie l’eredità dell’intuizione di Maria Montessori.

Infatti, il 31 maggio 2023 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge sul Made in Italy, all’interno del quale è prevista l’Istituzione dell’omonimo Liceo, nel quale dovrebbe confluire il Liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale.


Sarebbe certamente un peccato depotenziare un indirizzo liceale che ha fatto della complessità un elemento di studio e conoscenza strategico, un Liceo nato per rispondere alle richieste di “…competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alle scienze giuridiche, economiche e sociali” (art. 9, comma 2, DPR n.89/2010), competenze indispensabili per costruire un curricolo in grado di far fronte alle nuove istanze della società della conoscenza.

Infatti, in una società complessa e onlife come la nostra, dove lo stesso concetto di realtà è dinamico e in evoluzione, in cui, come afferma W. Gibson, "Il futuro è già qui solo che non è distribuito in modo uniforme", occorrono capacità sempre più elevate di analisi e senso critico.

Per questo è necessario che la scuola, e in particolar modo il ciclo di istruzione superiore, consenta a ragazze e ragazzi di poter disporre di una “cassetta degli attrezzi” molto ben fornita, principalmente di senso critico, di capacità di comprendere la realtà umana e fisica che hanno e avranno davanti. Da questo punto di vista è fondamentale la complementarietà e l’interconnessione delle discipline scientifiche e di quelle sociali.


Infatti, mentre le discipline scientifiche definiscono paradigmi, teorie e modelli e si pongono come obiettivo la ricerca di certezze e l’esplorazione delle potenzialità degli artefatti umani per raggiungere degli obiettivi definiti, le discipline sociali, le scienze umane, mirano a comprendere come l'uomo riesca a costruire il rapporto con la società, considerando i tanti aspetti che la connotano, come nelle metafore dell'infosfera di L. Floridi, della società liquida di Bauman, del villaggio globale di McLuhan e di de Kerckhove. Per questa ragione, ad esempio, l’antropologia è una scienza che spinge a sollevare continuamente dubbi, “smantellare presunzioni di certezza”, analizzare criticamente quanto si può ritenere convinzione consolidata, e quindi assumere un atteggiamento di terzietà, quello “sguardo da lontano” di Levi-Strauss, necessario per consentire di cogliere e valorizzare punti di vista diversi.


Sono proprio queste competenze di scienze umane che tra l’altro ci aiutano ad interpretare con consapevolezza le evoluzioni tecnologiche che pervadono sempre più la nostra vita quotidiana, e di metterci nella condizione di essere protagonisti attivi, critici, della costruzione del nostro futuro.

Ed è proprio al futuro che il Liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale che abbiamo costruito nella nostra scuola ha inteso guardare, attingendo al presente e alle sue sfide: quelle del climate change, della cittadinanza digitale, della fiscalità, della privacy, delle innovazioni giuridiche in tema di robotica o relative alle imprese digitali.

Certamente, il nuovo Liceo immaginato dal citato DdL affronta alcuni di questi temi, finalizzandoli, però, alla valorizzazione e allo sviluppo del Made in Italy, mentre ci sembra imprescindibile la comprensione di questi processi a livello globale, superando il puro sguardo locale, legato ad un interesse specifico.


E allora… a rivederci a settembre!

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