• AC Scuola Montessori APS

Intervista impossibile

di Eleonora Mosetti

5B Liceo Scientifico - opz. Scienze Applicate



Io: “Salve, grazie per avermi concesso questa intervista. Essendo uno degli storici più conosciuti al momento, sappia che per me è un onore poter parlare e discutere con lei.”

Storico: “Mi fa molto piacere, sono entusiasta anche io perché non capita molto spesso che una persona sia interessata a questa materia.”


Io: “Sa già che andremo a parlare dell’Inghilterra del 1800, della famosa età Vittoriana.”

Storico: “Oh, sì! Adoro quel periodo della storia inglese!”


Io: “Bene! Credo che più o meno tutti abbiano sentito parlare dell’epoca vittoriana ma, le andrebbe di ripercorrerlo insieme?”

Storico: “certamente.”


Io: “Perfetto! Giusto per inquadrarlo storicamente, quando è iniziata l’età vittoriana?”

Storico: “La cosiddetta età vittoriana è il periodo della storia inglese compreso nel lungo regno della regina vittoria del regno unito, cioè dal 20 giugno 1837 fino alla sua morte, avvenuta il 22 gennaio 1901.”


Io: “Da cosa erano caratterizzati quegli anni economicamente?”

Storico: “In linea di massima, possiamo dire che è stato un periodo di stabilità in cui l’economia si rafforza insieme all’espansione commerciale e coloniale. Economicamente si cercò di ridurre ed abolire in modo definitivo i dazi doganali interni al paese per cercare di incrementare il commercio interno, recuperare le entrate immettendo una tassa sul reddito.”


Io: “Invece, per quanto riguarda la politica sa dirci qualcosa?”

Storico: “Beh si, dal punto di vista politico, era in vigore il liberalismo ma si pensava anche ad intraprendere nuove forme politiche, come il suffragio elettorale. “


Io: “Saprebbe dirmi in cosa consiste la carestia di patate e a cosa portò?”

Storico: “In questo periodo la popolazione andava sempre di più aumentando. In particolare, in Irlanda, nel 1845, abbiamo questa carestia di patate. Così il popolo irlandese ebbe una significativa diminuzione demografica a causa di questa grande carestia che portò la gente ad emigrare verso altri stati. In più, il primo ministro dell’epoca, sir Robert Peel, abolì le Corn Laws.”


Io: “Invece, per quanto riguarda la società? Cosa succede?”

Storico: “Se da una parte l’Inghilterra sta attraversando un periodo di pace, dall’altra vediamo emergere importanti problemi sociali, riguardanti principalmente lo sfruttamento dei lavoratori.”


Io: “Oh, no! Questo perché? Come si viveva nell’età vittoriana?”

Storico: “La sua società era caratterizzata da profonde disuguaglianze e sperequazioni. Inoltre, è un periodo che viene ricordato per lo sfruttamento minorile, che risultava essere fondamentale per la seconda rivoluzione industriale. I bambini venivano portati via dalle scuole per andare a lavorare in fabbrica o in miniera e le bambine erano costrette a prostituirsi. Tanto che Charles Dickens, il quale provò questa esperienza, parlerà proprio di questo nei suoi testi.”


Io: “E’ per questo che oggi gli storici tendono a ritenere l’età vittoriana come un periodo di contraddizioni?”

Storico: “Si, proprio perché dietro l’apparenza di moralità esterne vi furono dei fenomeni di prevalenza sociale.”


Io: “In qualche modo si cercò di cambiare questa situazione?”

Storico: “Solo nel 1840, quando la regina vittoria si sposa con il principe Alberto, il quale la influenzò particolarmente riguardo le ideologie politiche, essendo lui un conservatore.”


Io: “E questo cambiamento da parte della regina come venne visto dal popolo?”

Storico: “Da lì, divenne una figura guida per il popolo, il quale la sosteneva per le sue caratteristiche di onestà, patriottismo e dedizione alla famiglia.”


Io: “Cosa succede dolo la revoca delle Corn Laws?”

Storico: “Dopo questo evento, si iniziò ad adottare una politica libero scambista che rese il paese sempre più ricco, migliorò il tenore di vita dei lavoratori e contribuì a determinare una certa stabilità interna. È proprio in questo ambito che assistiamo a una ristrutturazione del sistema politico.”


Io: “Come si articola il nuovo sistema politico?”

Storico: “Abbiamo due principali forze politiche che si organizzarono su basi razionali e assunsero la fisionomia di un partito liberale e di un partito conservatore. Si posero così le basi di un modello fondato sulla loro alternanza al governo, diventando anche un esempio per gli altri paesi.”


Io: “Ma alla fine furono i liberali a dominare la scena politica?”

Storico: “Si, fu William Glandstone a promuovere un’intensa politica di riforme, dove quella più importante fu attuata da Benjamin Disraeli. Conservatore ma attento alla tutela sociale dei lavoratori, Disraeli rispose alle esigenze di ampliamento del suffragio; questa riforma estese la rappresentanza dei ceti medi imprenditoriali e urbani alla stessa classe operaia, il peso delle quali divenne importante. A questa legge, che con il ridimensionarsi dei poteri della corona creò le premesse di una moderna democrazia parlamentare, si collegò l’opera riformatrice del primo governo di Glandstone. Nel 1869 furono aboliti i privilegi riservati alla chiesa anglicana e nel 1870 un education act sottopose le scuole religiose al controllo dello stato, promuovendo la costituzione di scuole pubbliche aconfessionali. Si limitò la corruzione, istituendo concorsi per l’accesso agli impieghi pubblici e abolendo la venalità dei gradi nell’esercito. Infine, nel 1872 fu introdotto il suffragio segreto nelle operazioni di voto e l’anno dopo venne riformato il diritto penale.”


Io: “Bene! Credo che in linea di massima abbiamo ripercorso insieme questo interessante periodo ma, avevo una curiosità da chiederle… cosa è che più l’ha colpita dell’età vittoriana? Cosa l’ha stupita maggiormente?”

Storico: “Ahahahah, interessante come quesito. Devo dire che, oltra ad essere un periodo affascinante della storia inglese, la cosa che mi ha colpito di più credo sia il fatto che la gente non aveva paura di morire. Mi spiego meglio. L’Inghilterra del 1800 ha avuto un tasso di mortalità altissimo. La povertà era già causa di morte, in più l’inquinamento e le infezioni alle vie respiratorie erano aumentate in maniera esponenziale. A quei tempi, morire era una cosa che avveniva frequentemente e, ciò ha generato nel popolo anglosassone la grande paura della morte. I cadaveri erano di gran lunga maggiori dei posti disponibili per seppellirli. Credo che ciò che spaventava gli inglesi fosse la credenza che i morti potessero ripresentarsi come “zombie”. Pertanto, svilupparono l’usanza di seppellirli a faccia in giù. Così, se avessero scavato, sarebbero finiti più in profondità. Altri, invece, ponevano delle gabbie sulla tomba, così il “morto vivente” sarebbe rimasto intrappolato. Inoltre, per chi aveva il terrore di essere sepolto vivo, nacquero le bare di sicurezza: munite di una corda che arrivava fino in superficie collegandosi ad una campanella. Concludo dicendo che i vittoriani erano spaventati talmente tanto dalla morte, da sviluppare consuetudini bizzarre e grottesche. Ma sono anche stati i primi a servirsi dell’ironia per esorcizzare la paura. Anche al tempo del Coronavirus l’altissima mortalità ha seminato terrore. Se gli inglesi del 19° secolo hanno sviluppato racconti, spettacoli e varie forme di intrattenimento con il macabro come protagonista, anche il mondo d’oggi ha cercato di ironizzare la paura con, per esempio, il meme per ridurre questo forte dolore.



Me: “Hi, thanks for giving me this interview. As one of the best known historians at the moment, know that it is an honor for me to be able to speak and discuss with you.”

Historian: “I am very pleased, I am also enthusiastic because it does not happen very often that a person is interested in this matter.”


Me: “He already knows that we are going to talk about England in the 1800s, of the famous Victorian age.”

Historian: “Oh yes! I love that period of English history!”


Me: “Good! I think more or less everyone has heard of the Victorian era, but would you like to retrace it together?”

Historian: “Surely.”


Me: “Perfect! Just to frame it historically, when did the Victorian age begin?”

Historian: “The so-called Victorian age is the period of English history included in the long reign of Queen Victoria of the United Kingdom, that is, from 20th June 1837 until her death on 22nd January 1901.”


Me: “What were those years economically characterized by?”

Historian: “In general, we can say that it was a period of stability in which the economy strengthened along with commercial and colonial expansion. Economically, an attempt was made to reduce and definitively abolish internal customs duties in the country to try to increase internal trade, recover revenue by introducing an income tax.”


Me: “On the other hand, as far as politics is concerned, can you tell me something?”

Historian: “From the political point of view, liberalism was in force but it was also thought to undertake new political forms, such as electoral suffrage.”


Me: “Could you tell me what the potato famine is and what it led to?”

Historian: “In this period the population was increasing more and more. In particular, in Ireland in 1845 we have this potato famine. Thus the Irish people had a significant demographic decrease due to this great famine which led people to emigrate to other states. In addition, the prime minister of the time, Sir Robert Peel, abolished the Corn Laws.”


Me: “Instead, what about the company? What happen?”

Historian: “If on the one hand England is going through a period of peace, on the other we see important social problems emerging, mainly concerning the exploitation of workers.”


Me: “Oh no! This because? How was life in the Victorian age?”

Historian: “His society was characterized by profound inequalities and inequalities. Furthermore, it is a period that is remembered for child exploitation, which was found to be fundamental for the second industrial revolution. Children were taken away from schools to go to work in factories or mines and girls were forced into prostitution. So much so that Charles Dickens, who had this experience, will talk about this in his lyrics. "


Me: "Is this why historians today tend to consider the Victorian age as a period of contradictions?"

Historian: "Yes, precisely because behind the appearance of external morality there were phenomena of social prevalence."


Me: "Did you try to change this situation in some way?"

Historian: "Only in 1840, when Queen Victoria married Prince Albert, who particularly influenced her with regard to political ideologies, being he a conservative."


Me: "And how was this change on the part of the queen seen by the people?"

Historian: "From there he became a guiding figure for the people, who supported her for her characteristics of honesty, patriotism and dedication to the family."


Me: "What happens after the revocation of the corn laws?"

Historian: “After this event, a free trade policy began to be adopted which made the country increasingly wealthy, improved the standard of living of workers and helped to determine a certain internal stability. It is precisely in this area that we are witnessing a restructuring of the political system. "


Me: "How is the new political system structured?"

Historian: “We have two main political forces that organized themselves on a rational basis and assumed the features of a liberal party and a conservative party. Thus the foundations were laid for a model based on their alternation in government, also becoming an example for other countries. "


Me: "But in the end it was the liberals who dominated the political scene?"

Historian: "Yes, it was William Glandstone who promoted an intense policy of reforms, where the most important was implemented by Benjamin Disraeli. Conservative but attentive to the social protection of workers, Disraeli responded to the need to expand suffrage; this reform extended the representation of the entrepreneurial and urban middle classes to the working class itself, the weight of which became important. The reforming work of the first Glandstone government was linked to this law, which with the downsizing of the powers of the crown created the premises for a modern parliamentary democracy. In 1869 the privileges reserved for the Anglican church were abolished and in 1870 an education act subjected religious schools to state control, promoting the establishment of non-denominational public schools. Corruption was limited, setting up competitions for access to public employment and abolishing the venality of ranks in the army. Finally, in 1872 secret suffrage was introduced in voting operations and the following year criminal law was reformed.”


Me: “I'm fine! I think that in principle we have retraced this interesting period together but, I had a curiosity to ask you ... what struck you most about the Victorian age? What surprised you most?”

Historian: ““Ahahahah, interesting as a question. I have to say that, besides being a fascinating period in English history, the thing that struck me most I think is the fact that people were not afraid of dying. I'll explain. England in the 1800s had a very high death rate. Poverty was already a cause of death, plus pollution and respiratory tract infections had increased exponentially. In those days, dying was something that happened frequently and this generated the great fear of death in the Anglo-Saxon people. The corpses were far greater than the places available to bury them. I think what frightened the British was the belief that the dead could reappear as "zombies". Therefore, they developed the custom of burying them face down. So if they dug, they would go deeper. Others, however, placed cages on the grave, so the "living dead" would be trapped. Furthermore, for those who were terrified of being buried alive, safety coffins were born: equipped with a rope that reached the surface by connecting to a bell. I conclude by saying that the Victorians were so frightened of death that they developed bizarre and grotesque customs. But they were also the first to use irony to exorcise fear. Even at the time of the Coronavirus, the very high mortality sowed terror. If the English of the 19th century developed stories, shows and various forms of entertainment with the macabre as the protagonist, even today's world has tried to ironize fear with, for example, memes to reduce this severe pain. "


26 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti