top of page
  • AC Scuola Montessori APS

L'ANSIA

di Paola Joannes Ecaldre

4A Liceo Linguistico


Che cos’è l’ansia? Beh, è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco: sappiamo solo che si manifesta e ci cambia totalmente, sia dal punto di vista sociale che da quello privato. E qui vi è una ragazza di 15 anni che, non riuscendo a superare i traumi vissuti alle medie, cercherà nel corso della sua vita scolastica di sbarazzarsene, facendo il possibile, trovando la retta via…

Il suo nome è Alessandra, e in questo momento si ritrova a dover affrontare il liceo. Avendo passato momenti difficili, non faceva altro che far crescere la sua ansia: più teneva dentro di sé quei ricordi, più quelle paure si aggrappavano a lei e non la lasciavano andare, rendendola introversa, insicura e a sua volta incapace di esprimersi. Per questo motivo, ebbe così in seguito molte difficoltà a fidarsi delle persone. Il gran giorno era arrivato. Giunti in classe, non conoscendo nessuno, la ragazza cercò di fare il primo passo, ma l’ansia la bloccava, rendendola completamente muta ogni volta che provava ad avvicinarsi a qualcuno e allora si sedette in un banco vuoto. Arrivato il professore, alcuni ragazzi si presentarono: tra questi vi erano Ilaria, Luca, Giovanni, Sara, Gianluca, Francesca e Federica; quando arrivò il turno di Alessandra, si sentì osservata e intimidita dagli sguardi che i suoi compagni le stavano dando in quel momento, ma per fortuna la campanella suonò prima che lei aprisse bocca e con gran sollievo, perché aveva sperato che ciò accadesse … perché sapeva dentro di sé che, se avesse parlato, avrebbe sicuramente sbagliato a dire qualcosa; questo è quello che ripeteva dentro la sua mente dopo che ritornò al suo posto.

Una persona, però, si avvicinò ad Alessandra. Questa persona era Francesca, una ragazza molto semplice che non aveva paura di stringere nuovi rapporti. Lei si avvicinò in particolare ad Alessandra perché capì che era una persona diversa dalle altre. Così, cercò di aiutarla, facendola socializzare con altre persone. In quel momento, la ragazza si sentì al sicuro e incominciò ad aprirsi. Passarono i giorni e Alessandra stava iniziando a cambiare totalmente personalità. Però, c’era un ostacolo che non riusciva a superare, ovvero Federica.

Questa ragazza non era come tutte le altre, anzi, si differenziava per il suo carattere feroce e potente: ogni ragazza la ammirava sia per la sua personalità che per il suo stile di abbigliamento. Quest’ultima, però, trovava insopportabile la presenza di Alessandra, per il semplice motivo che le ricordava la lei del passato; non sopportando quella parte che aveva rivisto in Alessandra, nei giorni seguenti la prese di mira rivolgendole parole molto offensive e inappropriate.

La ragazza, ferita profondamente, non seppe cosa fare, il suo corpo non reagiva e man mano le riaffioravano i ricordi delle medie; traumatizzata, si isolò ancora di più nella sua solitudine. Il tempo passava, Alessandra parlava a stento con Francesca e con i suoi amici, durante le interrogazioni la si vedeva più agitata del solito; le sue mani sudavano e la sua voce tremava anche quando doveva solo chiedere di andare in bagno. A poco a poco, cominciò a chiudersi nel suo guscio, non mostrò più le emozioni che stavano incominciando a farsi vedere e si allontanò dai suoi amici, ormai stanca delle prese in giro che le facevano ogni giorno e dei fallimenti per via del suo andamento scolastico che portava alle sue spalle e pensò di non andare più a scuola.

E così fece. La vita in casa per lei non era male, ma se ne stava per lo più a guardare la televisione, a sentire la musica … il resto del tempo lo passava a pensare, mettendo in discussione il suo problema dell’ansia che non riusciva a controllare e che continuava ad opprimerla, e lei a dover sopportare. I suoi genitori, preoccupati, decisero di mandarla da uno psicologo: con frustrazione rifiutò, ma in verità era soltanto spaventata all’idea di parlare dei suoi problemi di fronte ad una persona che per lo più non aveva mai visto in vita sua. Dopo vari ripensamenti, prese coraggio e andò.

I due cominciarono a presentarsi come si deve e iniziarono a discutere riguardo ai problemi della ragazza. Lo psicologo, vedendo e ascoltando Alessandra, capì subito che era una ragazza molto sensibile; tremava quando parlava e si toccava molto spesso i capelli; si bloccava e tirava un grande sospiro ogni volta che finiva una frase. Per confortarla, le fece dei complimenti sul fatto che fosse una ragazza forte e che in pochi riuscivano a sforzarsi come faceva lei dopo solo un incontro: la ragazza si sentì rassicurata e continuò a parlare. Alla fine, parlarono per un’ora e una volta uscita, lei decise di riprendere i suoi studi.

Il giorno dopo ritornò a scuola ma, sfortunatamente, ebbe un incidente: si trovava sul marciapiede quando una moto passò con grande velocità e la prese in pieno. Alessandra, svenuta e con un braccio rotto, fu soccorsa subito. Si svegliò nel letto dell’ospedale e i dottori le dissero che doveva starsene al riposo. Quelle giornate erano diventate per lei una fuga dall’ansia e dallo stress: si sentì molto sollevata, ma purtroppo i bei momenti non durano per sempre e infatti il giorno dopo Alessandra dovette tornare a scuola. Entrò in classe e i suoi amici fecero di tutto per aiutarla, preoccupati, la abbracciarono subito, in particolare Francesca che pianse di gioia nel rivederla; con un grande sorriso Alessandra si dedicò allo studio e prese ottimi voti ai compiti scritti. Quando arrivò il giorno dell’interrogazione, lei era preparata e decise di andare spedita sull’argomento, ma, non appena stava per aprire bocca, guardò la classe e vide Federica che da lontano le bisbigliò una frase in cui le diceva che non si poteva permettere di fare l’interrogazione, dato che quando la sentiva ripetere non faceva altro che bloccarsi e borbottare. Da quel momento, Alessandra vide soltanto lei, Federica, con le sue parole che le uscivano dalla bocca, come se non ci fosse nessuno, se non loro due, in quella classe. Più ascoltava Federica, più le sue incertezze si facevano sempre più forti e i suoi dubbi erano diventati ormai tanti: il professore stava ancora aspettando la risposta della sua alunna e, deluso dal comportamento di Alessandra, non ebbe altra scelta che metterle l’impreparato. Federica, contenta, e lanciò un sorriso come per dire che aveva vinto lei. Molto presto, Alessandra fece la stessa cosa con le altre interrogazioni, ovvero scena muta. Per non prendere altre insufficienze, non entrò più a scuola.

Un sabato Francesca decise di convincere Alessandra ad andare alla festa di un loro compagno, Giovanni. Federica, vedendola all’ingresso, arrabbiata per il fatto che lei non aveva ancora mollato, decise di approfittarne per renderla ancora più ridicola: con una leggera spinta, le fece perdere l’equilibrio e Alessandra rovesciò il bicchiere che teneva in mano sulla torta del festeggiato. In quell’istante si sentì umiliata, tanto che scappò e tornò a casa piangendo. Per un mese, la ragazza non diede più notizie, non parlò più con nessuno e una notte, in preda alla crisi, decise di farla finita, prendendo una quantità eccessiva di sonniferi.

Nel momento stesso in cui li stava per mettere in bocca, il telefono squillò: era Francesca. Alessandra rispose alla chiamata e la sua amica le disse, con voce molto sicura, che l’ansia non era una cosa che si poteva eliminare del tutto, ma bisognava tenerla, perché in realtà, alla fine, l’ansia va e viene, serve soltanto imparare a controllarla e non pensarci tanto. Sentendo quello che l’amica aveva da dire, la ragazza rimase stupita, pianse e si fidò delle sue parole. Tornò a scuola e con l’aiuto dei suoi amici riuscì a recuperare le sue materie; non ebbe più timore nel parlare e nei giorni successivi migliorò molto la sua situazione.

C’era però una cosa che non aveva ancora risolto, ovvero Federica. Con audacia, la affrontò e provò ad avere un buon rapporto con lei: le due si chiarirono, diventando poi amiche. Alla fine Federica, con un tono serio, le rivelò di essere la sua ansia: Alessandra non la prese sul serio, tant’è che si mise a ridere, ma Federica non stava scherzando, anzi, tutt’altro, le stava dicendo che poteva scegliere se rimanere lì o andarsene. Sentendo quelle parole, Alessandra si svegliò e si ritrovò nel letto dell’ospedale. Da allora, capì che l’ansia personificata in Federica non era altro che il suo subconscio che la stava cercando di aiutare. Nella vita reale, dopo quell’esperienza, imparò dai suoi sbagli e andò avanti, diventando un’altra persona: non aveva più l’ansia di una volta; quei ricordi che la tormentavano erano diventati ormai piccolissimi, riuscì ad aprirsi e conobbe nuove persone.




13 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

“UGUAGLIANZA” : studiando l’art.3 della Costituzione

di Emma Marini, Anna Tedesco e Gabriel Vaddakan 1A Liceo Linguistico L'articolo tre, la nostra forza e la nostra promessa L'uguaglianza per tutti, una realtà che non cessa Non importa la lingua, non i

SUPEREROE

QUELLA VIGILIA

bottom of page