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La prima vittoria è tra i banchi: la mia vita da studente atleta

di Davide Arosio - 5B Liceo Linguistico


Parafrasando la canzone di Jovanotti, posso davvero dire: sono un ragazzo fortunato, ed il mondo che mi hanno regalato è quello magico dello sport. Fin da piccolissimo, infatti, ho iniziato a frequentare piscine, palestre, campetti, parchi, tutti luoghi in cui potevo imparare nuovi sport che mi hanno accompagnato, fatto crescere e divertire.


Fino al giorno in cui ho trovato il mio sport, l'hockey su prato, dal quale mi sono lasciato sempre di più coinvolgere fino ad entrare nelle squadre agonistiche. A quel punto, sono iniziate le mie difficoltà perché non è sempre facile conciliare l’attività sportiva con la scuola, visto che con il passare degli anni aumentano le ore da dedicare allo studio ed allo stesso tempo aumentano anche le ore da dedicare all’allenamento. Diverse volte mi sono trovato in seria difficoltà nel gestire entrambe le cose e sono arrivato a pensare di non farcela. Ad esempio, quando mi trovavo a dover fare un compito in classe il lunedì mattina dopo essere tornato la sera prima, a mezzanotte, da una faticosa trasferta. Fino a quando ho scoperto la possibilità di aderire a questo nuovo progetto di sperimentazione didattica per studenti atleti.


E’ stata la soluzione di tutti i miei problemi, permettendomi di affrontare entrambi gli impegni con tranquillità: niente più assenze non giustificate dovute ad impegni sportivi e trasferte, vissuti quasi con senso di colpa, la possibilità di pianificare le interrogazioni in modo da affrontarle senza ansia. Finalmente mi sono sentito considerato non come qualcuno che perde tempo, ma come una persona che si impegna per qualcosa in cui crede.

Lo sport mi ha insegnato l’importanza e la soddisfazione dell’impegno e questa consapevolezza mi ha aiutato a capire l’importanza di tutti i momenti della vita scolastica.


Le noiosissime sedute di atletica del lunedì sono essenziali per preparare le partite del weekend alla ricerca della vittoria, così come i noiosissimi compiti a casa pomeridiani sono indispensabili per tradurre un brano o risolvere un’equazione matematica e prendere un bel voto.


Il fatto che la scuola abbia dato valore ai miei impegni sportivi mi ha aiutato a capire e valorizzare l’impegno ed i successi scolastici, che sono diventati per me un obiettivo capace di darmi (quasi!) la stessa soddisfazione di una vittoria in campo.

Insomma, se uno vuole vincere, vuole vincere in campo e tra i banchi e la scuola, consentendo agli studenti di essere riconosciuti e apprezzati anche come atleti, ha scelto di scendere in campo con loro e di far parte della stessa squadra.


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