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La vita da studente-atleta tra dedizione, tenacia e passione

di Diletta Mancinelli

5A Liceo Classico

Lasciate che mi presenti: sono Diletta Mancinelli, ho 18 anni e frequento il quinto anno del Liceo Classico dell’Istituto “Maria Montessori”. Oltre ad essere una studentessa gioco anche a tennis, una passione che coltivo sin da quando ero bambina: ho iniziato precisamente all’età di sette anni. Prima di intraprendere questo sport, praticavo la ginnastica ritmica; poi al termine delle mie lezioni andavo sempre a vedere mio fratello che invece giocava a tennis. In questo modo è maturata pian piano la mia decisione di avvicinarmi a questo sport, perché lo trovavo divertente, ma soprattutto mi incuriosiva molto il contatto diretto e umano che i maestri avevano con gli allievi, a differenza di quanto avveniva nella ginnastica ritmica.


All’inizio, quindi, mi sono iscritta al circolo sportivo “Italia” frequentando le lezioni insieme a tutti miei compagni. Dopo un po’ di tempo il maestro Massimo di Domenico, dopo avermi visto giocare, ha visto in me delle potenzialità e ha deciso di allenarmi privatamente. Dopo essere stata con lui per circa tre anni, abbiamo deciso che era arrivato il momento di mettermi alla prova con altri ragazzi all’interno di un circolo, anche se all’inizio ero sempre seguita dal maestro Massimo.


A questo punto la “semplice” passione si è trasformata naturalmente in impegno agonistico: dalle consuete due/tre volte a settimana sono passata ad allenarmi sei volte a settimana. Un impegno abbastanza gravoso! Ho iniziato, così, a prendere parte a competizioni e a vincere partite su partite, dai tornei provinciali a quelli regionali, fino alle competizioni nazionali, qualificandomi tra le cinque giocatrici under 12 più forti a livello regionale, e tra le trentasei a livello nazionale. Come riconoscimenti più importanti nella mia carriera di giovane tennista ricordo di essere stata campionessa regionale nel 2015 e nel 2016, di aver conseguito il primo posto ad un tappa del circuito regionale del 2015 e il secondo in quello del 2016; ed ho vinto diversi primi premi ai tornei all’interno della regione Lazio. Infine ho partecipato per tre volte consecutive ai campionati italiani come under 12, 14 e 16 prima dei miei infortuni e a diversi tornei europei.


Conciliare sport e studio non è stato molto semplice e non lo è tutt’ora: entrambi infatti richiedono molto impegno, molta dedizione e molti sacrifici per conseguire risultati, non dico eccellenti, ma sempre molto alti. Ad esempio nel 2019 ho partecipato ai tornei europei in Bosnia-Erzegovina e sono stata assente da casa per due settimane. Vi lascio immaginare le difficoltà che ho incontrato una volta rientrata a Roma per recuperare tutto il programma scolastico svoltosi durante la mia assenza.


La motivazione che mi guida è principalmente la passione che ci metto in entrambi gli aspetti: il tennis rappresenta, infatti, un qualcosa di cui sento di non poter fare a meno, che mi accompagna sin da quando ero piccola e che è quindi parte fondamentale del mio essere; allo stesso tempo la mentalità “agonistica” che ho sviluppato attraverso lo sport mi ha permesso di mettermi sempre in gioco in tutti gli altri aspetti della mia vita, in particolare nello studio. Anche qui ciò che mi motiva è il desiderio di raggiungere risultati sempre più alti, senza accontentarmi di quello che già ho acquisito.


Dopo il liceo vorrei iscrivermi all’università per frequentare la facoltà di Medicina. Va da sé che realizzare il sogno di diventare una tennista professionista, come lo desideravo quando ero più piccola, non è realizzabile. Tuttavia questo non mi impedirà di continuare a praticare il tennis e ad impegnarmi per conseguire altri risultati, proprio in virtù della passione che ho.

Disciplina, pazienza, razionalità, grinta, forza di volontà, costanza, tenacia, ma anche senso di solidarietà e di sportività, sono tutte virtù che ho imparato attraverso lo sport. Inoltre mi ha insegnato che l’avversario nella partita cessa di essere tale una volta fuori dal campo: è per me quindi diventata fondamentale la considerazione che una persona merita il rispetto sempre e per qualsiasi ragione.


A coloro che vogliono intraprendere questo sport a livello agonistico e che sono indecisi per il fatto di non poter essere in grado di conciliare questo con lo studio, consiglio di non cedere e di perseverare nei propri ideali e nelle proprie passioni, senza abbattersi di fronte alle difficoltà, consapevoli che queste ci saranno sempre, ma che solo superandole si può dimostrare la propria forza e il proprio valore. In particolare ritengo che coltivare una passione al di fuori dell’ordinarietà della vita scolastica sia un modo non solo per arricchirsi a livello interiore, ma anche un modo per affrontare le proprie difficoltà e insicurezze rendendosi in questo modo delle persone migliori e in grado di comprendere i bisogni degli altri.




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