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Scelte, comportamenti, consapevolezze

di Eugeniu Demerji

Studente al secondo anno di Economia aziendale dell’Università Roma tre, appassionato di finanza e di economia comportamentale



Come vengono influenzate le nostre scelte? Euristiche e bias

Nel percorso di elaborazione delle informazioni disponibili, gli individui tendono a prendere «scorciatoie» mentali (euristiche) che inducono sistematicamente in errore. Alcune di queste possono essere elencate come segue:

  • Disponibilità: gli individui sono influenzati dalla facilità con la quale le informazioni possono essere reperite;

  • Familiarità: gli individui formulano giudizi di probabilità sulla base di situazioni familiari;

  • Recuperabilità: uno scenario appare più probabile se sembra più semplice ‘costruirlo’;

  • Rappresentatività: gli individui formulano giudizi di probabilità sulla base di stereotipi;

  • Ancoraggio: gli individui tipicamente formulano previsioni partendo da un’informazione iniziale che agisce da áncora scoraggiando gli aggiustamenti successivi (esempio del disposition effect).

Ciò avviene perché, in condizioni di incertezza, le nostre scelte sono guidate dal sistema riflessivo (la razionalità) e dal sistema automatico (l’intuizione). Il primo governa le reazioni riflessive; è lento, controllato, consapevole e richiede sforzo; usa il calcolo e l’attenzione; prende decisioni meditate ed è meno sensibile alle euristiche e ai bias (pregiudizi cognitivi); il secondo governa le reazioni automatiche; è veloce, incontrollato, inconscio e non richiede sforzo; si basa sul pensiero veloce e sulle scorciatoie mentali (euristiche); dà risposte immediate a situazioni familiari e frequenti; è sensibile al framing (processo di influenza sulla percezione e sulle scelte degli individui attraverso il modo in cui le alternative sono presentate, o incorniciate).

Ognuno di noi è comandato da questi due sistemi, per questo motivo imparare a riconoscere le “trappole” ed i pregiudizi che condizionano la nostra mente nel momento in cui elaboriamo le diverse informazioni ci aiuta a non compiere scelte veloci, che si rivelano poi essere sbagliate, ma più razionali possibili.

Esiste una definizione che racchiude la condizione di disponibilità di maggiori informazioni da parte di alcuni soggetti rispetto ad altri: quella che chiamiamo “asimmetria informativa”. Ovvero, parlando di un luogo in cui si incontrano due o più soggetti, come un mercato in cui opera lo scambio di beni e servizi, avremo una parte in surplus di informazioni ed una parte in deficit, dove la prima quindi ne potrà trarre vantaggio (fenomeno dei comportamenti opportunistici e della selezione avversa), cercando di indurre la controparte in deficit ad effettuare lo scambio.


Comportamento adottato in situazioni di incertezza e paura (virus, vaccino - società ed economia)

Negli ultimi due anni, la crisi provocata dalla pandemia da SARS-Cov-2, ha portato inevitabilmente al cambiamento della maggior parte dei nostri comportamenti, alcuni dei quali sono diventati obbligatori, poiché ci sono stati giustamente imposti dall’esterno per proteggerci e prevenire la trasmissibilità dei contagi (mascherine, tamponi, vaccini…), altri invece che pensiamo di dover adottare o che adottiamo inconsciamente, come un meccanismo di protezione o di sopravvivenza, poiché avvertiamo un profondo senso di disagio e molto probabilmente di sconforto, che porta al manifestarsi di diversi sintomi psico-fisici (disturbi da stress da Covid-19), i quali non possono essere altro che un danno per la nostra salute mentale, di cui ormai si parla quasi quotidianamente.

Anche dal lato socio-economico si è riscontrato un comportamento sempre più preventivo e restrittivo, ovvero di una necessità sempre maggiore di risparmio per le famiglie e le imprese, che si è potuto notare facilmente ad inizio ed in corso della pandemia con il calo dei consumi, collegato all’aumento dei prezzi, verificatosi nel nostro Paese come in tutto il mondo, che ha portato ad un’ulteriore contrazione dello sviluppo dell’economia italiana, dalla quale ci stiamo riprendendo lentamente grazie ad una serie di piani di ripresa e interventi fiscali.

Con riguardo alle misure che abbiamo dovuto adottare, sia in termini di salute che in termini economici delle proprie finanze personali, entrano in gioco anche qui una serie di errori comportamentali tipici dei periodi di crisi:

  • Euristica affettiva (affect): la paura induce a sopravvalutare il rischio di perdere il capitale (propensione al risparmio o riduzione delle perdite);

  • Action bias: tendenza all’azione, difficoltà a non fare nulla;

  • Recency bias: (bias di memoria) pensare positivo sembra impossibile, si dà importanza all’evento più recente;

  • Avversione alle perdite (loss aversion): la reazione emotiva alle perdite è in media due volte più intensa della reazione di guadagni di pari importo (se pensiamo al vaccino, la reazione emotiva per i possibili effetti collaterali, alcuni dei quali inverosimili, porta molti soggetti a non vaccinarsi, rispetto ai benefici che si possono avere);

  • Comportamento gregario (herding behaviour): si segue il gregge, sia durante le bolle speculative sia nei periodi di forte turbolenza (panic selling);

  • Autorappresentazione (overconfidence): tendenza a sovrastimare le proprie abilità senza certezze oggettive, pensare di essere migliori della media.

Questi comportamenti sono provocati da una sbagliata percezione e propensione al rischio, le quali, a loro volta, possono essere distorte dall’eccesso di informazioni, dalla nostra incapacità di utilizzarle e dal modo in cui l’informazione è rappresentata. Tipico è il problema delle “fake news” che alterano la nostra percezione ed elaborazione delle informazioni, creando panico ed altri comportamenti irrazionali sopra elencati.

Un esempio, sempre attinente alla percezione del rischio, ma in maniera particolare alla propensione di quest’ultimo, è l’argomento delle cosiddette “Criptovalute”, un termine sempre più sentito, nato inizialmente con l’entrata del Bitcoin sui mercati finanziari, che può ingannare gli investitori meno colti in termini di conoscenze finanziarie, portandoli ad investire e perdere gran parte del loro capitale a causa della natura di questo strumento il cui valore è altamente volatile e quasi imprevedibile, non essendo regolato da nessun istituto governativo, come invece accade per le valute riconosciute da uno Stato e da una banca centrale.

La soluzione, che ci può aiutare ad avere una visione più nitida e concreta delle informazioni che riceviamo, è quella di fare riferimento solamente a fonti ufficiali, trovando delle congruenze tra queste, e di affidarsi ad esperti del settore, come ad esempio consulenti finanziari nel caso di problematiche e dubbi legati alla gestione delle proprie finanze personali o altre figure professionali.


Il nuovo anno 2022: Consapevolezza, aspettative e scoraggiamento: cosa abbiamo imparato dai due anni precedenti?

Riguardo le aspettative generali, il periodo pandemico ha sicuramente portato ad un notevole incremento del fenomeno dello scoraggiamento, per i giovani e per gli adulti, sul loro futuro sempre più incerto, sul loro lavoro con sempre meno opportunità e sulle loro interazioni sociali sempre più scarse e difficili da mantenere, ma la consapevolezza che sta generando in tutti noi può spronare ognuno ad imparare che il cambiamento parte prima di tutto dall’iniziativa del singolo.

Un’ultima riflessione la dedicherei a ciò che abbiamo imparato dal 2020 e dal 2021, sperando di uscirne come persone più preparate e responsabili, da tutti i punti di vista, soprattutto quello del rispetto verso gli altri e ciò che ci circonda, cosicché il 2022 venga affrontato con ancora più impegno per debellare il male di questa pandemia o cercare in qualche modo di conviverci con gli strumenti giusti e darci la possibilità di concentrarci anche su altre problematiche a noi vicine, come quelle dei disastri ambientali connessi al cambiamento climatico.


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