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  • AC Scuola Montessori APS

SUPEREROE

di Andrea Rossi

1F Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate


Era il 23 agosto 2015. Stavo tranquillamente giocando alla Playstation, quando ad un certo punto sentii Leo, il mio cane, abbaiare, cosa insolita per lui, dato che non lo fa mai.

Alzai la testa e vidi il lampadario dondolare: allora mi accorsi che Pescara, la mia città natale, era stata appena colpita da un terremoto abbastanza debole, ma, in via precauzionale, decisi di andare a prendere Leo per poi rifugiarmi nella macchina di mio padre solamente per passarci la notte.

In piena notte sentii un tonfo, ma mi rimisi a dormire e quando mi svegliai, vidi il mio palazzo che era crollato a causa di una forte scossa di terremoto, così decisi subito di chiamare i soccorsi. Nel mentre, Leo si mise a cercare una bimba che urlava: molto probabilmente era Giorgia, la mia vicina di casa, che stava dormendo al momento della scossa.

Grazie all’arrivo della squadra di pronto soccorso, si riuscirono a salvare tutte le persone immerse nei detriti, grazie anche al gran lavoro eseguito da Leo: questo gran lavoro fu notato anche dai cani-soccorso, che videro in lui un gran potenziale, e da un’associazione creata da qualche anno per salvare persone da ogni tipo di pericolo.

Quel giorno tutti si accorsero del gran talento di Leo, minuto com’era all’età di 1 anno e 7 mesi. Qualche giorno dopo ci contattò Silvio Berlusconi, il capo-fondatore dell’associazione, per fargli fare subito l’addestramento e farlo aggregare in squadra. Leo riuscì a completare l’addestramento con dei risultati notevoli che gli valsero un posto in squadra.

Il giorno dopo, lui e gli altri cani vennero subito inviati per salvare le persone sotto i detriti dopo il terremoto di Ancona. Qui Leo guidò gli operai del posto, riuscendo a salvare molteplici persone e da qui in poi non si fermò più: salvataggio dopo salvataggio, avanzava sempre di grado fino a quando non arrivò al penultimo grado. Da lì Leo non si mosse più, perché c’era un altro prodigio che governava le gerarchie: quel cane si chiamava Max. Lui riusciva a salvare tutto e tutti prima di ogni cane, anche prima di Leo. Infatti, tra i due c’era una rivalità ardita che toccò l’apice il giorno della rapina in banca a Teramo, quando Max riuscì a fermare i due rapinatori con una mossa molto astuta che però fu rovinata dalla fretta, da parte di Leo, di superare le gerarchie: questo portò alla fuga dei rapinatori e alla mal riuscita del piano della squadra.

Tutto ciò mandò il Berlusca su tutte le furie, costringendo Leo ad abbandonare la squadra di pronto soccorso definitivamente.

Leo non riusciva a capacitarsi del suo errore e ci ripensò per mesi, fino a quando, mentre passeggiava con me, vidi gli stessi rapinatori che avevano fatto licenziare Leo mettere in difficoltà Max e compagni, per poi essere salvati da un Super Leo che si vendicò e si guadagnò anche una medaglia al valore.



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