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EDITORIALE

  • Redazione
  • 27 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

di la Redazione


Un anno che ci ha messi alla prova


Il Presidente Mattarella ha chiesto la tregua olimpica, Papa Leone la tregua almeno per il giorno di Natale: che queste invocazioni si ripetano e rimangano inascoltate ci dice quanto il tempo che stiamo vivendo sia segnato da tensioni e paure, vicine o lontane ormai non conta perché si ripercuotono direttamente su di noi. Lo percepiamo a scuola, nelle famiglie, nelle amicizie, nell’incertezza con cui guardiamo al futuro.


Ma, proprio in momenti come questi, dobbiamo fare lo sforzo di riflettere, di guardare più in profondità attorno a noi, e forse vedremo che la realtà non è fatta solo di difficoltà. Accanto alle notizie che preoccupano, esistono i gesti di solidarietà, l’impegno quotidiano, il desiderio di migliorare. Sono cose che spesso non fanno rumore, ma che tengono insieme la società. 


La scuola, in questo senso, è uno dei luoghi più vivaci, come nel nostro piccolo abbiamo recentemente sperimentato durante “STUDENtiAMO”, settimana della didattica alternativa. Messe da parte le lezioni tradizionali, le verifiche, i voti, la nostra scuola si è presa del tempo per lavorare insieme, approfondendo tematiche di grande interesse, prendendosi cura della scuola, nostra seconda “casa”, consolidando il senso di appartenenza e di comunità che da sempre caratterizza il nostro Liceo. 

Ed è proprio l’educazione al confronto, alla collaborazione, al rispetto delle opinioni diverse, alla costruzione di senso critico l’unica vera ed efficace arma contro le ombre del presente. 


Avvicinandoci alla fine dell’anno, è naturale fare un bilancio. Ognuno di noi porta con sé successi e delusioni, obiettivi raggiunti e sogni rimandati. Ma da ogni esperienza, anche la più difficile, dobbiamo essere capaci di imparare, riflettendo su come ci siamo comportati per raggiungere così una maggiore consapevolezza, una forza che magari non immaginavamo di poter avere.


Il nuovo anno, con molta probabilità, non sarà facile, sicuramente non sarà perfetto. Ma può essere migliore se lo affrontiamo con uno sguardo più attento agli altri, con maggiore capacità di ascolto e meno superficialità, con il coraggio di credere che il cambiamento comincia anche da piccoli gesti quotidiani.


A tutti gli studenti, ai docenti, alle famiglie e a chi legge questo giornalino, l’augurio è che il nuovo anno porti più fiducia, più dialogo e più speranza. Perché, anche nei tempi difficili, costruire un futuro migliore è possibile. 

Insieme.


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