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Il racconto di Mattia Ambrosio, menzione d’onore come miglior debater

di Mattia Ambrosio

5B Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate



Per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale


Quando mi è stato proposto di far parte della squadra di Debate, non avrei mai pensato che questo impegno mi avrebbe accompagnato per tutto l’anno, generando, tra uno scambio di idee, riflessioni, discussioni anche piuttosto accese, una mole di emozioni davvero incredibile.

Si attiva un forte senso di responsabilità da quando si riceve il topic e la squadra inizia a preparare la scaletta dell’argomento del dibattito; già in questi primi momenti la parte più nascosta di ognuno di noi viene fuori e mostra un po’ di sé e di quello che pensa, le conoscenze, le esperienze, che diventano beneficio di tutti i debaters e delle argomentazioni di ciascuno.

Il giorno della gara sei preparato, pro e contro, tesi, obiezioni, POIS, eppure, anche se ormai ho fatto un po’ di gare, sembra sempre la prima volta: mi sale l ‘ansia quando lo speaker dice il mio nome, il cuore batte a mille ma poi arriva la concentrazione, la freddezza, una certa arroganza competitiva e le parole prendono lo spazio che devono e che meritano.

Il pubblico applaude, la Giuria si ritira e poi, dopo un tempo che ci è parso interminabile, rientra per annunciare il verdetto.

L’esperienza del Debate è senza dubbio la cosa più preziosa che mi porto in questi 5 anni, mi ha cresciuto e formato, ha dato dei limiti al mio parlare a volte troppo, ha costruito il tono di voce giusto, mi ha fatto capire che per lavorare bene in squadra una parte di noi deve essere al servizio degli altri, come una offerta che si porge con umiltà e rispetto.

Però in questa finale di torneo, quando la mia squadra ha vinto e io ho vinto la menzione d’onore, tutto il fair play è stato messo da parte e abbiamo esultato, pianto, gioito perché dietro la vittoria c’è un duro lavoro fatto di sofferenza e sacrifici, di momenti di disperazione, liti, il vuoto del materiale necessario che non si riesce a trovare o non è abbastanza convincente per il dibattito.

Dunque, la gratificazione è alle stelle perchè, come ho sempre detto alla squadra, il Debate lo abbiamo costruito ogni giorno, mattone dopo mattone, fino ad aver innalzato uno splendido palazzo, con porte e finestre ancora tutte da aprire, per continuare a dare spazio nelle nostre vite a esperienze simili in cui si realizzano veramente le fondamenta del vivere civile: rispetto, inclusione, gestione del tempo, solidarietà, dialogo.

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