• AC Scuola Montessori APS

Quel bacio rubato ad arte

di Gennaro Viglione

membro Consiglio Direttivo AC Scuola Montessori APS

docente di Storia dell'Arte presso il Liceo Statale "Maria Montessori"



La sequenza finale di "Nuovo Cinema Paradiso " ci fornisce una serie di strepitose inquadrature di baci proibiti e appassionati che nell'immaginario collettivo degli spettatori rinviano a grandi capolavori della storia del cinema internazionale. Di fatto il tema del bacio è stato oggetto di numerosissime pellicole; il gesto, di per sé intimo e nel contempo universale, ha una capacità evocativa che non fa ricorso alla parola, ma possiede una forza comunicativa pregna di realtà e fantasia. Così i baci di Rhett a Rossella in "Via col vento", tra Ilsa e Rick in "Casablanca", come anche quello dato da Holly a Paul in "Colazione da Tiffany", oltre a far sognare intere generazioni, costituiscono i momenti cruciali di un film, non solo dal punto di vista formale, ma anche, e soprattutto, per il loro significato.


Tra i film di più recente produzione, "Shutter Island", realizzato da Martin Scorsese nel 2010, ascrivibile al genere thriller psicologico, attraverso dei repentini colpi di scena, fornisce un'immagine chiara che evidenzia il suo immediato riferimento artistico: si tratta della scena del bacio tra Leonardo Di Caprio e Michelle Williams. L'opera di riferimento è "Il bacio", realizzata da Gustav Klimt nel 1908, e l'interconnessione tra arte pittorica e arte cinematografica si estrinseca attraverso una compostezza formale, un'atmosfera irreale, un'espressione estatica, che rendono, sia il dipinto sia la scena del film, estremamente eleganti.



Al pari della tela, dove le figure di un uomo e di una donna sono abbracciati con grande tenerezza e i loro corpi sembrano fusi dalle ampie vesti gialle e riccamente decorate, i protagonisti del film assumono la stessa posa plastica ideata da Klimt.

Analogamente il capo della donna, dolcemente poggiato sulla spalla dell'amato, è reso in chiave pittorica anche nella trasposizione cinematografica; come anche il posizionamento dei due personaggi su piani di altezza diversa rende il forte abbraccio protettivo ancor più somigliante all'originale pittorico.



In entrambi i casi, infatti, la testa dell'uomo è piegata a baciare la guancia della donna che gli cinge il collo con un braccio. Scorsese, inoltre, cerca di rappresentare il decorativismo klimtiano, di reminiscenza bizantina, attraverso la veste floreale della protagonista e l'utilizzo di colori che attingono alla scala cromatica dei bruni e dell'ocra. In una sorta di continuità tra pittura e cinema, il regista ottiene l'effetto luministico - dovuto all'uso di Klimt di uno splendente fondo oro - avvalendosi magistralmente della luce e delle ombre che contribuiscono a dare rilievo ai corpi e ad enfatizzare l'azione.

In questo caso il rimando ad un'opera d'arte di facile riconoscimento non è tenuto nascosto dal regista, anzi, come se fosse un omaggio, riproduce la stessa scena al fine di suggerire allo spettatore l'immediata sensazione di trasporto e di purezza espressi dal dipinto. La commistione tra pittura e cinema trova in "Shutter Island", quindi, una nuova applicazione in cui le scelte registiche vanno di pari passo con quelle del direttore della fotografia e della luce. Un'armonia perfetta è raggiunta attraverso l'uso sapiente di modelli pittorici, che combinati alla ricercatezza e all'accuratezza della rappresentazione scenica, hanno la capacità di trasformare in chiave moderna i soggetti comunicativi iconici del passato.

54 visualizzazioni1 commento

Post recenti

Mostra tutti